pensieri, poesia ed emozioni in libertà

Molte delle feste che causano file sulle nostre autostrade di  vacanzieri,

avevano originariamente un significato che ora abbiamo smarrito del tutto.

È Pasqua… ecco finalmente l’occasione per andare a fare un giro fuori porta.

“Non capisco cosa c’entrino le uova con la morte e la risurrezione di Gesù Cristo. Forse le uova rappresentano una vita nuova? La risurrezione? O forse perché le sorprese dentro le uova simboleggiano che la vita è come una sorpresa nelle dita di un bambino stupito?”
No, caro signore, spesso la vita è solo tanto nastro rosso e tanta carta luccicante, di sorprese succulente, reali, preziose, ce ne sono poche. Tu che ancora hai una briciola di colomba alla gianduia che cade dalle labbra, dimmi: perché la colomba? Cosa c’entra con la morte di Gesù? Mi hanno detto che in alcune zone d’Europa fanno l’albero di Pasqua, invece che quello di Natale. A cosa serve? Ci sono le uova con grande sorpresa, quelle che ti deludono più di una cattiva notizia e le uova con sorpresa su ordinazione. Quando mi sono seduto davanti alle belle uova sode colorate che i miei amici mi hanno portato in dono, ho riflettuto sul simbolo dell’uovo. E mi sono ricordato del principale messaggio evangelico che è tenuto segreto da secoli dalla nostra ignoranza. Vuoi sapere qual è questo messaggio? È stampato a chiare lettere nel vangelo di Giovanni, al capitolo 3, dal vers. 1 sino al 21. Vai a leggerlo, cerca di meditarci su; potresti fare scoperte interessanti. Ho rotto l’uovo e l’ho mangiato. Poi mi è venuta in mente la foto di monsieur Gurdjieff che mangia gli spaghetti. La ricordi? Avvicinati la prossima volta, quando vedi quella foto, avvicinati… accosta l’orecchio. È probabile che ti accada quello che è accaduto a me. Potresti sentire che, fra una forchettata e l’altra, il vecchio ti sussurri: “Se uno non è nato di nuovo, non può vedere.” Io dico che gli è difficile pure ascoltare. E anche capire. Se puoi, questa Pasqua, lascia stare i ritiri, le meditazioni dinamiche, le posizioni yoga, i mantra tibetani e le uova sode. Avvicinati a quel passo del vangelo, a quel meraviglioso mistero. Lasciati penetrare dal segreto di quelle parole… forse potrai trovare quello che nessun libro di Gurdjieff può darti. L’Essenza di tutte le religioni, il Grande Miracolo, il più grande Insegnamento. Buona Pasqua, con tutto il cuore.

da: Gurdjieff.es

27 Marzo 2013 at 12:22 | Commenti & Trackbacks (471) | Permalink

saluto a Chavez

“E assolutamente imposibile completare una rivoluzione in un solo

Paese. Stiamo mettendo in discussione le basi del sistema capitalista

ma, o lo facciamo in tutto il mondo, o non riusciremmo a superarlo da

nessuna parte” Hugo Chavez (Gennaio 2006.Forum Sociale Mondiale)

Hugo Chavez Frias, presidente del Venezuela per 14 anni consecutivi…

All’inizio del suo mandato la speranza per tanti Venezuelani che avevano visto in lui

segnali di cambiamento vero, dove il grido di rivoluzione suona forte nelle

menti e nei cuori di tutti, soprattutto nella classe povera venezuelana.

Idee, utopie messe in atto! Ci si crede, ci si teme… si ci casca, si ci scappa.

Si, molte idee che sicuramente hanno portato miglior qualità di vita a molti

poverissimi del Venezuela, molti cambiamenti però errati che hanno poi soffocato

la classe media venezuelana, obbligando a chi poteva a scappare di un paese che pian

piano diviene sempre più pericoloso e insicuro.

Il sistema clientelistico e mafioso cresce! Non ti puoi fidare nemmeno dalla polizia!

Sono loro stessi(Edo. Lara) i responsabili dei “Sequestro express”, dei pizzo,

corruzione e delinquenza armata! Nello Stato di Lara, probabilmente ancora più che

nel resto del paese, la violenza della delinquenza e la relativa impunità è molto alta soprattutto se associata alla partecipazione e alla complicità poliziesca. Molte delle

armi che utilizzano i delinquenti sono di proprietà della polizia, vengono

semplicemente affittate. Esiste la pratica del sequestro express e in un caso la

vittima fu sequestrata addirittura all’interno di un commissariato.

*******

  • Idee di rivoluzione_processo chavista(analisi):
  • Un bene il cooperativismo?

Si, ma fu mal amministrato! In realtà queste non sono

imprese socialiste, ma imprese statali con pessime condizioni di lavoro. Sono quel

tipo di imprese dove supponendo di essere socio, non esistono diritti del lavoro,

non esiste contrattazione. Queste sono le imprese socialiste.

  • I consigli Comunali, e la democrazia partecipativa?

Soprattutto nei primi anni, Chavez aveva puntato molto sul popolo protagonista

della rivoluzione bolivariana. Il cittadino che partecipa attivamente e può-deve contribuire al miglioramento della sua comunità. Sotto questo profilo si parla dei

Consigli Comunali come di assemblee dove questa partecipazione si manifesta effettivamente. 

Dovrebbe essere una rete di partecipazione cittadina, ma in realtà è una rete di

clientele, senza nessuna possibilità di autonomia.  Ovviamente se sei raccomandato

e sei del partito il presidente firma. Ma se non sei del partito e appari nella lista dei

nemici confezionata dal governo, la famosa lista Tascon…

In un Consiglio Comunale, la cosa più frequente è che sia formato da opportunisti,

gente che cerca un’opportunità. Per essempio, in Venezuela è arrivata la moda nordamericana della chirurgia plastica, quindi nel barrio ,  la prima cosa che fece la presidentessa del Consiglio Comunale è stata di utilizzare i soldi arrivati dallo Stato

per rifarsi il seno.

Altro esempio: con le risorse a disposizione, la priorità espressa dal Consiglio

Comunale era un progetto di miglioramento della scuola pubblica del barrio.

Che succede? Qualche burocrata rifiuta perché preferisce sfruttare queste risorse per restaurare una piazza molto visibile, che viene meglio nelle fotografie al momento dell’inaugurazione e quindi, dall’alto, si decide che il denaro era per questa piazza

e non per quello che aveva deciso la comunità.

Questa è la realtà del potere comunale: un meccanismo clientelare affinché la gente

possa ricevere certi benefici. Ricordando che Venezuela è uno stato petrolifero che

vive del petrolio, e quindi non è come  in Europa, dove il capitalismo deve stringere

sui lavoratori perché sennò dove può produrre ricchezza se non dal lavoro?

Venezuela è uno stato clientelare, ma non per invenzione del chavismo, è sempre stato così.

  • Missioni sociali:
  •  programmi sociali voluti da Chavez  nel campo sanitario.

Quando Chavez arriva al potere, le missioni sociali all’inizio del processo ebbero

successo, come ad esempio “Barrio Adentro” che portava per la prima volta la sanità dentro i quartieri disagiati. Quindi perfetto, lo Stato comincia a finanziare programmi sociali. Però nella misura in cui si ebbe il tempo di formarsi una struttura burocratica centralizzata cominciarono tutti i mali classici legati a questo tipo di amministrazione: arrivò un funzionario che si rese conto che poteva prendere una tangente sull’acquisto

dei medicamenti, ne arrivo un altro che si accorse che poteva lavorare la metà delle

ore, ad esempio così fecero tanti volontari cubani, che prendevano denaro per

queste missioni, ma la metà dello stipendio rimaneva allo Stato cubano, quindi

scoprirono: primo, che non era necessario rimanere tutto il giorno dentro le missioni

e secondo, che se cominciavano a fare interventi di chirurgia plastica avrebbero guadagnato di più. Quindi qualsiasi telefonista, qualsiasi segretaria cominciò a rifarsi

i seni pagando in nero i medici cubani. Queste missioni cominciarono a deteriorarsi. Abbiamo conosciuto medici che arrivarono molto entusiasti che avrebbero lavorato

anche 16 ore solo se fosse stato necessario e che, dopo un anno, se ne andarono con

un disincanto davvero triste perché si scontrarono con una dirigenza militare che

alla luce del sole si portava via i medicamenti e gli strumenti medici per rivenderli

chissà dove e loro rimanevano senza nulla. Arrivarono come chavisti, ma dopo

questa esperienza nel programma medico se ne andarono molto disillusi.

  •  Missione “Che Guevara” : dove ti pagano per imparare a fare una cooperativa,

ma in ultima istanza il risultato non conta. Questi programmi sociali dei quali si è

tanto parlato vanno visti nel senso di dare alla gente risorse e denaro. E questo crea

una clientela politica. Come per le missioni educative, “Robinson” per la primaria,

“Sucre” per la media e la missione “Che Guevara” per formare futuri fondatori di cooperative.

In Venezuela stanno facendo tanti di questi corsi che è diventata uno dei paesi con

più cooperative del mondo. Però sono cooperative fittizie. Venezuela è un paese dal

socialismo rentista, non interessa che tu produca o no, quel che è importante e

che tu possa dare un appoggio clientelare allo Stato.

Succede qualcosa del genere con le borse di studio per ragazzi che avevano difficoltà

a studiare perché lavoravano e quindi gli si dava questa borsa di studio perché

potessero frequentare la scuola secondaria e gli si semplificavano un po’ i corsi.

Questi studenti dei settori popolari ora se ne vanno dalla scuola perché prendono i

soldi senza che nessuno esiga nulla da loro: si crea una perversione secondo la quale

tu devi solo iscriverti a questi programmi formativi e ti cominciano a pagare, non ci

sono obblighi di presentarsi a scuola né di dare esami.

La borsa di studio è circa la metà di un salario minimo. Al cambio officiale in dollari

un salario minimo è di circa 350 dollari. Calcolando che è permesso stare in due o

tre missioni allo stesso tempo, quindi, sommando le borse di studio, arrivi a più di

un salario normale e nella stessa famiglia tre o quattro membri possono fare lo stesso. Quindi le persone, specialmente dei settori popolari, stanno smettendo di lavorare

e di studiare.

In Venezuela è in atto un regime mascherato di populismo, ma in fondo autoritario, violento e molto corrotto. Prima di Chavez esisteva di base una tassa di corruzione:

dovevi dare un 10 per cento del tuo giro di affari al funzionario di turno, adesso la

tassa è salita al 15 per cento.  Molti funzionari marxisti ai quali costava il

vivere quotidiano e che adesso sono milionari, hanno belle macchine, la casa sulla

spiaggia e, nonostante parlino male dell’imperialismo, amano andare con le loro

famiglie a Miami e a Disneyworld.

In quanto alla sicurezza?

Caracas per esempio è diventata una città sempre più pericolosa, si vive chiusi fra le sbarre, con paura,  auto reclusi, non si può uscire dopo le otto di sera, si ha paura di camminare per le strade. Seguendo il tasso di omicidi per numero di popolazione la

città più pericolosa del mondo è Ciudad Juárez, per l’alto numero di femminicidi e

per la guerra dei narcos, poi c’è una città in Honduras che si chiama San Pedro Sula e

poi c’è Caracas.

Nel 1999, quando Chavez arriva al potere, in un anno, c’erano 4400 omicidi in tutto

il paese. Oggi la popolazione sarà cresciuta del 10 per cento però gli omicidi, l’anno passato, sono stati quasi 20.000 e quest’anno li supereremo di sicuro.

E in questi 20.000 non sono compresi tutti i morti che cadono sotto l’etichetta di enfrentamiento, come dire, scontro a fuoco, in cui la polizia ammazza circa altre

4000 persone all’anno.

In Venezuela, c’è un discorso statale demagogico molto pericoloso, soprattutto se

unito all’impunità del delinquente e al fatto che la polizia si è messa nel business della violenza e cioè che i poveri non sono colpevoli di nulla

perché sono poveri.

E questi delitti non si denunciano perché si sa che non ci sarà nessuna conseguenza per i criminali.

Dal 2000 al 2007 sono stati commessi da parte dei corpi polizieschi venezuelani

33.259 casi di violazione dei diritti umani, come lesioni, violazione di domicilio,

privazione della libertà, persecuzione, tortura, scomparsa forzata.

dal Articolo di Fabrizio Dentini( Chi salverà il Venezuela dal petrolio?)

Ora fatevi una idea voi stessi… La colpa poi non è solo di Chavez, ne tanto meno degli

ideali di socialismo(una bella utopia), la colpa della situazione attuale del Venezuela

è dei venezuelani e del sistema di clientelismo radicato nella cultura venezuelana.

VENEZUELA LEVANTATE!! 

8 Marzo 2013 at 17:46 | Commenti & Trackbacks (364) | Permalink

Gli ultimi due secoli, ma soprattutto gli ultimi decenni del secolo scorso, sono stati caratterizzati da intense lotte femminili che hanno portato, nel mondo Occidentale,

alla così detta parità dei sessi e quindi hanno permesso alle donne di godere degli

stessi diritti degli uomini.

Nei Paesi orientali e in quelli sottosviluppati, invece, la situazione non è evoluta in

nessun caso e spesso è rimasta ai livelli peggiori di quelli più antichi.

Nonostante la condizione odierna, non sempre la donna è stata considerata come

una “appendice” dell’uomo, come un essere completamente soggiogato al suo

volere.

Già nella preistoria la figura femminile era rispettata e venerata in quanto

generatrice di prole. Era prevalentemente relegata al ruolo di madre e di

raccoglitrice, ma non per questo perdeva la sua importanza. Spesso era addirittura associata al culto della madre-terra. Questa ipotesi deriva dal ritrovamento di varie statuette votive antropomorfe, le così dette “veneri”, con forme molto accentuate

che, secondo le credenze, aumentavano la fertilità della donna ma anche quella dei

campi.

Con l’affermarsi delle grandi civiltà e delle religioni politeiste, però, la situazione

cominciò a cambiare.

In Mesopotamia la donna aveva dignità pari a quella dell’uomo e stessi diritti di

fronte alla legge, anche se restava comunque soggiogata prima al padre e poi al

marito.

La stessa cosa accadeva nella civiltà etrusca che, seppur molto lontana dalla zona

del Tigri e dell’Eufrate, aveva molte cose in comune con Assiri, Sumeri e Accadi.

Presso i Babilonesi, inoltre, se veniva ripudiata per infertilità la donna poteva

richiedere indietro la propria dote o, nel caso in cui fosse già stata spesa, farsi

mantenere a vita dall’ex marito, circa come accade oggi in caso di separazione.

In Egitto la visione delle donne era alta. Alcune dedicavano la propria vita alla

religione e al culto di particolari divinità, diventando così sacerdotesse, altre

vivevano da matrone mantenute dai mariti, ma altre dovevano compiere anche

lavori pesanti per sostenere le famiglie.

Come già detto, in tutte le società mesopotamiche esisteva comunque una certa dipendenza da una figura maschile, ma era poco accentuata in quanto ve ne era una

molto più grande nei confronti del sovrano, identificato tra le divinità.

La netta scissione sessuale iniziò con l’avvento della civiltà greca, delle prime forme

di democrazia e della nuova religione.

E’ proprio in questo periodo che nascono le prime poleis democratiche, nelle quali il potere è accentrato nelle mani dei cittadini, gruppo ristretto che non comprendeva

le donne, le quali, perciò, erano estraniate dalla vita sociale e politica e non

godevano di alcun diritto. Erano relegate al ruolo di madre e non potevano svolgere

alcuna professione, ma non per questo erano meno rispettate.

Un’altra scissione avvenne nella stessa figura femminile nel campo religioso, che, in qualche modo,

si proiettava anche nella realtà. Infatti, si verificò una frammentazione della dea

Gaia, la madreterra adorata anche nella preistoria, in divinità che rappresentavano

le differenti categorie di donne che si erano create: Afrodite assunse l’aspetto

dell’amante licenziosa, la prostituta, Era quello della moglie frustrata, Demetra della madre, Atena è l’espressione razionale della donna, mentre Artemide rappresenta il

suo aspetto di isolamento.

Le stesse caratteristiche si mantennero nel periodo di storia romana, anche se in

alcune fasi le donne, quelle libere e ricche, naturalmente, godettero di vari privilegi

che permettevano loro di ereditare il patrimonio dei mariti da sole, senza dover

ricadere sotto il controllo della famiglia

 La vera discriminazione nei confronti delle donne, però, era già iniziata anni

addietro con la nascita delle religioni monoteiste, ossia il Giudaismo prima e il Cristianesimo poi, il cui libro sacro in comune, l’Antico Testamento, recita

“Alla donna disse:<Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli

ti dominerà>”

(Genesi 1,16), un vero e proprio dogma per far sentire l’uomo superiore alla donna,

nonostante altri passi della Bibbia, soprattutto nel Nuovo Testamento,

esaltino la purezza e la verginità di alcune, quali Maria la Madonna, l’unica scampata

al peccato originale. Nei secoli successivi l’istituzione della Chiesa non fece altro che peggiorare la situazione della donna. Peggioramento che culminò nel Medioevo

durante la caccia alle streghe, una pura carneficina che servì ad aumentare le

“entrate” del papato. Inoltre, la Chiesa pubblicò documenti, come il Malleus

Maleficarum, che incolpava le donne d’atti di lussuria e fornicazione d’ogni genere

e che accusava di stregoneria quelle che avevano il “potere” di guarire le persone

o un intuito superiore a quello degli uomini. Il clero, dopo l’accusa, procedeva con

la tortura, con l’uccisione sul rogo delle donne ritenute colpevoli e con la confisca o addirittura al saccheggio dei beni appartenenti alla “strega”. A volte interi villaggi

erano decimati dagli stessi abitanti uomini.

L’esempio più famoso riguarda l’episodio di Salem, negli Stati Uniti, avvenuto in un

periodo successivo al Medioevo.

La vera rinascita della donna, però, ebbe inizio a fine 700, ai tempi della Prima

Rivoluzione Industriale. Con la nascita delle industrie, la donna ridivenne parte

integrante e fondamentale della società, poiché era anch’ella impegnata, forse più dell’uomo, nel sistema produttivo.

La vita delle donne cambiò radicalmente. Da madri dedite alla cura dei figli e della

casa si trasformarono in operaie che passavano da 10 a 16 ore in fabbrica. Questa situazione portò vari cambiamenti anche nel modo di concepire la famiglia: non più

nuclei famigliari numerosi, che precedentemente, in campagna, erano necessari per migliorare la produzione agricola, ma famiglie ristrette, con meno di tre figli e

quindi più facili da mantenere. Di conseguenza, cambiò anche la visione della

maternità, che in questo periodo era ritenuta più una disgrazia che un dono, dato

che non permetteva alle donne di lavorare.

Sempre a questo periodo appartengono i primi movimenti femministi, che in

Francia stilarono la Dichiarazione dei Diritti delle donne, la quale non fu forse

nemmeno notata.

L’800 fu, però, il periodo d’inizio della vera lotta per i diritti delle donne.

Il movimento che più fece scalpore fu quello delle suffragette, che in Inghilterra richiedevano il diritto di voto, riservato solo agli uomini fino al 1918.

Il primo e il secondo conflitto mondiale videro la donna diventare di massima

importanza per l’economia degli stati e per gli esiti delle guerre. Infatti, la

produzione industriale di quel periodo era completamente affidata a loro, in quanto

molti uomini erano impegnati al fronte o nelle battaglie.

Di fondamentale importanza fu, inoltre, la presenza nella Resistenza di donne,

impiegate come staffette e messaggere.

Dal secondo dopoguerra sono iniziate le lotte che hanno portato la condizione

femminile alla situazione attuale, ossia alla reale, ma per alcuni solo ipotetica,

parità dei sessi.

In ricordo delle migliaia di vittime cadute per la difesa dei propri diritti, nel 1910 la Conferenza internazionale delle donne socialiste decise di istituire la Giornata internazionale della donna,

fissandone la data l’8 marzo di ogni anno.

Il significato di questo giorno commemorativo, però, oggi è stato totalmente perso.

La “festa” della donna, come viene chiamata ora, è diventata una giornata

commerciale come molte altre, in cui gli uomini non fanno altro che regalare

mimose per la felicità dei fioristi e le donne si riuniscono per festeggiare alla maniera

degli uomini, con trasgressioni del tipo “spogliarello maschile”.

E inoltre non si pensa proprio mai che in alcuni Paesi del mondo la situazione non è

così rosea come in Occidente. Nessuno pensa alla condizione delle donne

musulmane, forse le meno sfortunate fra tutti i Paesi poco sviluppati, aggiogate agli

uomini, costrette a coprirsi completamente e a vivere di elemosina nel caso di

morte del marito. E nessuno pensa alle donne africane, alle quali per atroci

tradizioni vengono mutilati gli organi genitali esterni.

Nessuno pensa alle donne indiane, che in molti casi sono ancora accusate di

stregoneria e quindi maltrattate e tormentate fino alla morte o spinte al suicidio

per la disperazione. E alle centinaia di ragazze del Tijuana in Mexico desaparecidas,

uccise dal narcotraffico o il mercato della prostituzione.

Pensate anche queste ragazze portate qui in Italia o altri paesi europei con la

promessa di un lavoro e poi messe a prostituire sulle strade. Pensante ai casi di

violenza familiare dove ogni giorno donne vengono maltrattate e uccise per mani di

un’uomo che una volta aveva detto de amarle.

Oggi non dimentichiamole e non pensiamo solo a festeggiare.

8 marzo

8 Marzo 2013 at 15:03 e taggato  | Commenti & Trackbacks (382) | Permalink

Qualche cenno sul libro:
Sobrietà, decrescita, sostenibilità, o comunque vogliamo chiamarla, non è solo una questione di tecnologia e stili di vita, ma anche di assetto economico. “Se produciamo e consumiamo di meno che ne sarà dei posti di lavoro? E lo stato dove troverà i soldi per fare funzionare sanità, istruzione e tutti gli altri servizi?” Ecco due grandi domande che terranno la gente lontana da noi fin quando non dimostreremo come sia possibile coniugare sobrietà con piena occupazione e diritti fondamentali per tutti. Va bene fare lo yogurth in casa, ma dobbiamo anche tornare a fare politica, quella alta, di progettazione di un’altra economia, non più orientata alla crescita, ma alla dignità per tutti mantenendo un apparato produttivo leggero. Un passaggio che ci impone di ripensare un po’ tutto perchè i meccanismi di funzionamento dell’economia della crescita non si addicono all’economia del limite. Tanti sono i nodi da sciogliere: quali bisogni privilegiare? quale ruolo assegnare al denaro? quale spazio riservare al mercato? come conciliare una forte economia pubblica con un basso regime economico? come riorganizzare il lavoro? Questi e molti altri sono i temi affrontati in “L’altra via”, un libro agevole scritto da Francesco Gesualdi, che delinea un nuovo orizzonte possibile e i passi immediati che si possono compiere per avviare l’inversione di marcia. Un libro non solo da leggere, ma da dibattere, promuovere, trasformare in manifesto politico.
Edito da Altreconomia in formato supertascabile, consta di una settantina di pagine, ha un prezzo di copertina di tre euro ed è reperibile in libreria e nelle botteghe del mondo. In alternativa può essere acquistato on line su http://www.altreconomia.it, o può essere richiesto al Centro Nuovo Modello di Sviluppo mailto:coord@cnms.it . Le voci fuori dal coro difficilmente trovano spazio sui grandi mezzi di stampa, possono diffondersi solo attraverso il passaparola. Per questo chiediamo a chi crede in un’altra economia di passare questo messaggio agli amici o di inserirlo nelle mailing list di appartenza. Un altro mondo è possibile solo con una forte partecipazione dal basso.
Chi è Francesco Gesualdi:
http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_GesualdiL'altra Via. Francesco Gesualdi

27 Giugno 2011 at 08:30 e taggato  | Commenti & Trackbacks (3.565) | Permalink

Tutorial by Evila

Art and Illusion by Evila

Materiale usato: background Jhanna_354 e sassyillusions – gothic

Filtri usati:
filer Factori N >>> Average colored gray
Fun House >>> Radial Mirror
FM Tile tools >>blend embloss
unilimited >>lens flares
Italia editor>> mosaico

Apri una nuova tela 650 x 450px e riempila con il gradiente formato da colore primo piano c492ac e colore di sfondo 3d3f56 con i seguenti settaggi:
Angolo 45 – ripetizione 1 – stile lineare – inverti.
Nuovo livello raster e con lo strumento selezione traccia tre rettangoli di diversa misura.
Apri il background Jhanna_354 copia e incolla nella selezione. Deseleziona.
Efetti geometrici>>>>prospettiva orizontale con i seguenti settaggi:
distorsione 45 – colore ab839c -
con la baretta magica: tolleranza 0 – valore RGV – aggiunge maiuscola – sfumatura o
clicca su i due triangoli formatosi nella parte superiore e inferiore e seleziona.
Effetti >>>>efetto trama >>> veneziana : largheza 2 – opacità 47 – colore 3d3f56 – orizontale – luce dall’alto a sinistra.

Efetti bordo >>aumenta
Deseleziona.

Apri la immagine: sassyillusions – gothic… copia e incolla come nuovo livello.
Effetti filer Factori N >>> Average colored gray con i settaggi in 128.
effetti Fun House >>> Radial Mirror 183
proprietà: saturazione.

Incolla di nuovo l’immagine: sassyllusions – gothic.-
Livelli duplica e abbassa la trasparenza a 22. Sposta leggermente a sinistra.
Posizionati nel livello superiore. Applica il filtro blend embloss. Unisci tutto visibile.
Duplica livello.
Effetti unilimited >>lens flares >> flare 4. Propieta luce diffusa.
Unisce tutto e aggiungiamo bordatura 20 colore dcb0cf. Bachetta magica seleziona bordo
e applica l’effetto: Italia editor>> mosaico con i settaggi 10, 13, 127.

Effetti bordo aumenta. Deseleziona.
Nuovo livello raster- seleziona tutto – colore dcb0cf – modifica e contrae da 3. Delette.
Firmare e salvare

08 giugno 2011.
Tutorial di Evila(alwaysme) per il corso filtri di Ametista sotto la moderazione di Bangherang.

9 Giugno 2011 at 08:21 | Commenti & Trackbacks (156) | Permalink

Tutorial first sings of spring by Evila

Questo tutorial è scritto da  Evila

E’ severamente vietato copiarlo o diffonderlo sul Web

Questo tutorial è stato creato da me come ultimo lavoro per il corso Let’s Tag

di Ametista e sotto la guida della nostra insegnante Bangherang.

Ringrazio della opportunità e della pazienza e gentilezza a noi dimostrata.

A voi…

Il mio primo tutorial:

Questo tutorial è stato eseguito con psp 9

Filtri usati: Fm tile tools e Filter Unlimited 2.0.

Colore primo piano: cc9a00

Colore secondo piano e riempimento: e3dfde

Ho usato per questo lavoro un tube con soggetto principale, un mist con paesaggio, un tube con fiore e altri due con farfalle. Degli elementi scrap come la scritta e ornamenti finali.

Apri una nuova immagine 600 x 600 px

Riempie con un colore presso dal tuo tube principale per dare lo sfondo. In questo caso ho scelto il colore bcc0dd.

Apri il tube con il soggetto principale, copia e incolla nella tela come nuovo livello raster(ridimensiona se necessario) e posiziona in basso a sinistra.

Apri il mist con il paesaggio, copia e incolla con nuovo livello raster, applica l’effetto

Fm tile tools– Blend Embross in deffaut. Sposta questo livello sotto il tube con la bimba.

Apri il tube con il fiore, copia e incolla come nuovo livello raster e sposta questo livello sotto il livello di sfondo.

Regola- morbidezza- attenua.

Chiude il livello di sfondo e unisci tutti gli altri livelli in unisci visibile.

unisci visibile

Apri il livello di sfondo. Ora duplica i livelli uniti e sposta questo sopra il livello di sfondo. Applica a a questo livello Effetti- trama- mosaico antico con i seguenti settaggio:

effetti trama mosaico antico

ripeti l’effetto.

Unisci tutto…unisci visibile.

Ora facciamo due bordini….

Nuovo livello raster— seleziona, seleziona tutto, riempie con il colore e3dfde

modifica— contrae da 2.

Lascia selezionato.

Nuovo livello raster, modifica contrae di 5, riempie con il colore cc9a00.

Seleziona, modifica e contrae di 2. Canc.

Seleziona, nessuna selezione.

Unisci visibile.

Nuovo livello raster. E colora con il colore cc9a00

Posizionati ora sui livelli uniti e ridimenziona di 80 % bicubica. Sposta questo livello sopra.

Effetti- Sfalza ombra con i valori:

verticale 1, orizzontale 1, opacità 70, sfocatura 1, colore nero.

Ora posizionati nel livello di sfondo e con un pennello a fiore o quello che preferisci, macchia questo livello.

Aplica il filtro : Effetti Fm tile tools- blend emboss con in valori in default.

Ora apriamo il tube con le farfalle e copia e incolla come nuovo livello raster

Ridimensiona di 30 bicubico e posizionalo in alto a sinistra del livello interiore.

Duplica il livello della farfalla e vai livello duplica e poi a immagine rifletti.

Fai la stessa operazione con l’altra farfalla.

Copia e incolla come nuovo livello raster, ridimensiona e posizionalo questa volta nell’angolo inferiore a destra. Duplica e riflettilo.

Ora con pennello metti a fuoco:

penello metti a fuoco

risalta alcuni dettagli del tuo lavoro, come le farfalle.

Unisci visibile.

Nuovo livello raster e colora con e3dfde. Riporta questo livello sotto il livello di quello uniti.

Posizionati nel livello uniti e applica il seguente effetto :

Effetti—plug-in —- Filter Unlimited 2.0 con i seguenti valori:

filters unlimited

Ora aggiungete una scritta a vostro piacimento con un pennello o elemento scrap.

In questo caso io ho usato un elemento scrap con la scritta

first sings of spring e posizionalo sotto centrato.

Applicare l’effetto sfalsa ombra precedente cambiando il colore in bianco. Ripetere con i valori in negativo(-1 verticale, -1 orizzontale).

Aggiungete altro elemento decorativo che armonizza con il vostro lavoro,unite il tutto e firmate!

Ottimizzate il vostro lavoro con il valori in 20 e salvate in jpg.

Tutorial come ultimo esercizio del il corso Let’s tag.

Ringrazio la nostra Ametista, la nostra tutor Bangherang e tutte le compagne di corso.

Evila/alwaysme.

by Dolceutopia.

.

27 Gennaio 2011 at 18:22 e taggato  | Commenti & Trackbacks (131) | Permalink

maschera1

Oggi ripropongo una mia vecchia poesia. Spero possa trasmettere
ancora quell’emozione di allora…

Caos dentro…
Questa voglia matta di fuggire…
di starmene da sola…
riordinare le mie idee…
essere libera di sentire
libera di dire…
libera di urlare rabbia ed emozione.
Oddio queste maschere!
oddio le apparenze!
oddio la paura.
Voglio essere arrabbiata,
contraddittoria,
cambiare idea quando e quanto mi pare!
voglio essere libera e non pensare…
Perché tanti s’impegnano in mostrare una maschera.
Perché tanti vogliono di te solo un tipo di maschera?
Io sono tante! Sono allegre, sono viva, sono riflessiva…
Sono anche anche triste, contraddittoria, impulsiva e folle
e con tanta voglia di sincerità! Quella che nascondi dentro…
non la superficialità. Oddio la superficialità!
Oddio anche la falsità…
IO SONO IO!
Voglio solo un po di libertà… e tanto tanto amore…
come tutti… D’altronde.

5 Settembre 2010 at 09:42 | Commenti & Trackbacks (135) | Permalink

Ferragosto2

Ore 19 sulla spiaggia… Esserci non essendoci.

Ecco una processione di barche che passano vicino agli scogli…

ecco al lido rock an roll!

Io sento la loro presenza, sento il  rumorio,

un bimbo che piange… due bimbi e un pallone.

Ancora musica e i miei amici li che ridono, bevono, ballano…

Io guardo e sento assente, estranea.

Loro vivono… io osservo. Ora.


15 Agosto 2010 at 19:30 | Commenti & Trackbacks (125) | Permalink

il funambolo

Dovrei essere felice; c’è il sole e c’è il vento, c’è la luna e la brezza… c’è l’odore del mare

c’è il cielo blu…

Ma c’è qualcosa di marcio la fuori che fa vacillare la mia probabile felicità…

c’è il nero petrolio che inquina e macchia di oscuro il mare e coscienza di chi potere li da.

C’è guerra, c’è fame e c’è povertà.

C’è crisi dicono e manovre politiche…

c’è il cielo da vendere, montagna

o il mare se vuoi!

Ho le mani vuote

e i miei sogni…

su una corda sottile vibrano.

No, non vedo l’orizzonte.

3 Agosto 2010 at 09:47 | Commenti & Trackbacks (68) | Permalink

Capita a volte di conoscere persone speciali che nella loro semplicità possono trasmettere quel messaggio che in una maniera u altra aspettavi o cercavi… Questi essere “speciali” ti offrono l’opportunità di riflettere toccando la tua anima.

Loro non corrono in questo mondo come gli altri, sono persone apparentemente sole, ma piene d’amore per la vita.

Portano un messaggio e sono veicolo di pace. Il mio è arrivato tra una pausa caffè.

Vittoria si è fermata e tra un sorso e un’altro inizia a raccontare… lei è un perito chimico ma fa la casalinga e si occupa dalla sua anziana madre. Vittoria non ha amici, Vittoria è diversa, lei pensa e osserva. Lei porta un messaggio con se.

“Siamo complici noi stessi se non facciamo nulla per cambiare il mondo attorno a noi. Dobbiamo smettere di delegare a gli altri le nostre responsabilità. Siamo complici se assistiamo indifferenti al degradare di in individuo o di una intera società!”

Così Vittoria nell’attimo di un caffè ha fatto riaffiorare in me quel conflitto interiore, quella oppressione dentro che fa si che io mi porga la domanda se quel che sto facendo fino ora è giusto o magari ho smarrito la strada… ?

pausa caffè

29 Marzo 2010 at 21:36 | Commenti & Trackbacks (96) | Permalink